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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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La morte di Sara Luciani a Paullo

Vittima:
Sara Luciani
Presunto killer:
Manuel Buzzini
Località:
Paullo
Data:
13 giugno 2018
Foto del canale Muzza a Paullo in provincia di Milano
Foto del canale Muzza a Paullo in provincia di Milano (di Poigne, licenza CC BY-SA 3.0)
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Foto del canale Muzza a Paullo in provincia di Milano
Foto del canale Muzza a Paullo in provincia di Milano (di Poigne, licenza CC BY-SA 3.0)

Manuel Buzzini, operaio di 31 anni, è stato ritrovato morto impiccato la mattina del 9 giugno 2018 a Melzo in provincia di Milano. La sera precedente era uscito in auto insieme alla sua fidanzata Sara Luciani, 21 anni, che è risultata scomparsa.‍[1] Il 13 giugno il cadavere della ragazza è stato rinvenuto a Paullo (Milano) nel canale Muzza.

Secondo le ricostruzioni emerse dalle indagini degli inquirenti, l'uomo avrebbe spinto l'auto nel canale dopo averne chiuso all'interno il corpo esanime della compagna. L'autopsia non ha rilevato acqua nei polmoni della giovane, dunque la ventunenne non è morta annegata. La permanenza del cadavere nel fiume per 5 giorni non ha permesso tuttavia di stabilire l'esatta causa del decesso: il corpo non aveva segni di strangolamento, né lesioni da accoltellamento o ferite da colpi di pistola. Altri segni rilevati su di esso sono stati rincondotti al trascinamento sul fondo del canale. Si è presupposto infatti che la ragazza fosse rimasta chiusa nel veicolo e che successivamente, a causa delle forti correnti che caratterizzano quel corso d'acqua artificiale derivato dal fiume Adda, sia scivolato fuori urtando numerose volte sul fondo prima di risalire a galla. L'auto è rimasta sepolta nel canale a causa delle difficoltà e dei pericoli che comporterebbero le operazioni di recupero.

Dopo essersi liberato della vettura, Buzzini è ritornato nella notte, verso le 4, a casa della nonna, come confermato dalle registrazioni di una telecamera di videosorveglianza posta in zona. Lì si è suicidato impiccandosi nel cortile. La mattina seguente è stato ritrovato dai familiari: aveva aveva i vestiti inzuppati dalla cintola in giù e le scarpe sporche di fango. Gli investigatori hanno interrogato un uomo che aveva passato con i due giovani parte della serata. Costui aveva ammesso di aver incontrato la coppia e di aver consumato della droga col ragazzo, ma si era successivamente allontanato da loro quando erano ancora vivi. Gli esami tossicologici svolti sul corpo del trentunenne hanno confermato l'assunzione di cocaina, mentre nulla si è potuto stabilire per quanto riguarda la compagna.

Sconosciuto il movente del gesto. Le principali ipotesi al vaglio degli inquirenti sono state due. La prima è l'omicidio-suicidio, che avrebbe portato Buzzini a togliere la vita alla ragazza per poi farla finita. La seconda è che Sara possa aver avuto un malore in seguito a un'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti che ne abbiano potuto causare il decesso o una perdita di conocenza. A quel punto il ragazzo, sentendosi in colpa, invece di avvertire i soccorsi avrebbe occultato l'auto e il cadavere nel fiume per poi uccidersi. Tuttavia, considerato che alcune amiche della ventunenne hanno riferito che lei in passato sarebbe stata picchiata e minacciata di morte dal fidanzato, l'ipotesi più plausibile è la prima. Inoltre, il fatto che gli eventi siano stati attuati nel giro di poche ore ha lasciato pensare che l'uomo abbia premeditato il delitto.‍[2][3]

Note

  1. ^ Melzo: lui s'impicca, lei sparita da giorni. La pista dell'omicidio-suicidio. Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Sara Luciani, il corpo della ragazza scomparsa trovato in un canale. Il fidanzato si era ucciso. Il Messaggero. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Milano, Sara Luciani non è annegata: "Gettata in acqua già morta". Corriere.it. Archiviato dall'originale.
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