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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Souad Alloumi a Brescia

Vittima:
Souad Alloumi
Killer:
Abdelmjid El Biti
Località:
Brescia
Data:
4 giugno 2018
Panorama dall'alto della città di Brescia
Panorama dall'alto della città di Brescia (di EmilianoIbanez1983, licenza CC BY-SA 4.0)
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Panorama dall'alto della città di Brescia
Panorama dall'alto della città di Brescia (di EmilianoIbanez1983, licenza CC BY-SA 4.0)

Souad Alluomi, 29 anni, era una donna di origini marocchine scomparsa nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2018 a Brescia.‍[1] Madre di due figli di 3 e 9 anni, abitava in un condominio di via Milano e lavorava come colf e cameriera. Sposata in Marocco con un connazionale di 50 anni, Abdelmjid El Biti, si è poi trasferita in Italia insieme al marito. Nel 2016 si sono separati.

L'ex marito il 5 giugno denunciò la scomparsa della ventinovenne ma, nei giorni seguenti, proprio lui fu fermato dai carabinieri per essere considerato l'unico responsabile della sua sparizione. A inchiodarlo c'erano le immagini registrate da una telecamera installata nei pressi della porta sul retro di un bar al piano terra dell'abitazione in cui la donna viveva. Nei video si vedeva la vittima rincasare da sola verso le 23 e 30 del 3 giugno mentre, poco più tardi, giunse anche l'ex che accompagnava i figli nell'appartamento. Poi intorno alle 4 di notte il cinquantenne è stato ripreso nuovamente mentre attraversava il cortile interno del complesso trascinando un pesante sacco nero. All'interno ci sarebbe stato il cadavere di Souad Alluomi.‍[2][3]

Foto di Piazza della Vittoria, uno dei luoghi più importanti di Brescia
Foto di Piazza della Vittoria, uno dei luoghi più importanti di Brescia (di Wolfgang Moroder, licenza CC BY-SA 3.0)

Sulla base di tali elementi, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo e la custodia cautelare in carcere nei confronti del marocchino. Secondo il giudice, il gesto sarebbe stato premeditato e, considerando la testimonianza di un'amica della vittima, Souad sarebbe stata anche minacciata di morte. La donna in passato aveva già denunciato più volte El Biti per lesioni e maltrattamenti. Inoltre la figlia di 9 anni, ascoltata in audizione protetta, ha spiegato che la notte del 3 giugno i genitori litigavano a voce alta e il papà l'aveva avvertita di stare attenta perché la madre poteva lasciarla a casa da sola. Gli stessi figli la sera successiva hanno fatto visita ai vicini perché non sapevano dove fosse finita la mamma. L'accusato, durante l'udienza di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma sin dal giorno in cui ha presentato la denuncia di scomparsa ha sempre affermato che la donna si sia allontanata da sola.‍[2][4] Nei mesi seguenti sono continuate le indagini, ma il corpo della vittima non è mai stato rinvenuto. Adbelmjid nel frattempo ha ribadito la sua innocenza e tramite i suoi legati ha presentato ricorso contro il provvedimento di fermo. Tuttavia sia il Tribunale del Riesame che la Cassazione hanno respinto la richiesta di scarcerazione.‍[5]

Nel marzo del 2019 sono state chiuse le indagini. Il pubblico magistrato ha contestato all'uomo i reati di omicidio volontario premeditato aggravato da motivi abietti e futili, soppressione di cadavere e stalking. Nei mesi successivi è stato unificato al processo un ulteriore procedimento e il marocchino è stato anche accusato di maltrattamenti, violenza sessuale e minacce.‍[3][6] Nel mese di novembre, la figlia maggiore è stata ascoltata in sede di incidente probatorio. In quell'occasione la bambina ha riferito una versione diversa raccontando che la sera del 3 giugno non sentì i genitori litigare perché, stanca, andò subito a dormire insieme al fratello. Un avvenimento per lei strano, tanto da ipotizzare che il padre abbia utilizzato un sedativo mischiato al cibo per indurre sonnolenza. Considerate le piccole dimensioni dell'appartamento, se ci fosse stato un litigio, i figli lo avrebbero sentito. La stessa bambina ha inoltre confermato le violenze del padre nei confronti della madre. È stato poi effettuato un sopralluogo sul posto in cui è stato stabilito che la donna avrebbe potuto utilizzare una via alternativa per uscire dall'abitazione senza essere filmata dalla telecamera: un dettaglio che precedentemente era stato escluso.‍[7]

Il 6 dicembre 2019, su richiesta della pubblica accusa che lo riteneva responsabile della scomparsa e della morte dell'ex moglie, la Corte d'Assise di Brescia ha condannato Abdelmjid El Biti alla pena dell'ergastolo, riconoscendo i capi di imputazione di omicidio volontario, distruzione di cadavere, violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori.‍[8]

Note

  1. ^ Brescia, il mistero della donna sparita in un sacco: arrestato l'ex marito. Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  2. ^ a b Brescia, donna chiusa nel sacco: il gip: "Gesto del marito premeditato". Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  3. ^ a b Souad Alloumi, chiuse le indagini: uccisa perchè troppo moderna. Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  4. ^ La figlia della mamma scomparsa: "Quella sera litigò con papà". Giornale di Brescia. Archiviato dall'originale.
  5. ^ Omicidio di Suad: la Cassazione tiene in cella il marito. Giornale di Brescia. Archiviato dall'originale.
  6. ^ Brescia: via al processo per la morte di Souad, ma il corpo non si trova. Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  7. ^ Brescia, la chiave del giallo: "Papà picchiava la mamma". Corriere.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 30 novembre 2019.
  8. ^ Scomparsa Souad Alloumi, il marito El Biti condannato all'ergastolo. QuiBrescia. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 dicembre 2019.
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