Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Giuseppina Bellizzi ad Avellino

Vittima:
Giuseppina Bellizzi
Presunto killer:
Luigi Bellizzi
Località:
Avellino
Data:
27 settembre 2018
Uno scorcio panoramico dall'alto di Avellino al tramonto

Uno scorcio panoramico dall'alto di Avellino al tramonto (di Costangelo Pacilio, licenza CC BY-SA 4.0)

Voce su Giuseppina Bellizzi

Giuseppina Bellizzi, 78 anni, è stata uccisa dal fratello Luigi Bellizzi, 71 anni, il 27 settembre 2018 nella camera da letto del suo appartamento nel rione San Tommaso ad Avellino.‍‍[1]

Uno scorcio panoramico dall'alto di Avellino al tramonto

Uno scorcio panoramico dall'alto di Avellino al tramonto (di Costangelo Pacilio, licenza CC BY-SA 4.0)

La donna sarebbe stata soffocata con un cuscino. Il settantunenne era residente a Bologna, ma quel giorno si trovava ad Avellino per fare visita ai parenti. In un secondo momento, era stato coinvolto nell'aggressione anche il fratello più giovane, Gennaro, che viveva in un'altra abitazione nelle vicinanze e si era recato sul posto, ma il malintenzionato aveva tentato di colpirlo con un coltello da cucina alla gola e al braccio sinistro.

Gennaro riuscì a difendersi parando a stento i colpi. Rimase gravemente ferito, ma non perse la vita e fu salvato in seguito al ricovero in ospedale.‍‍[2] Fu lui successivamente a ricostruire ai Carabinieri la vicenda, raccontando che il fratello lo aveva chiamato dicendogli che Giuseppina non stava bene. Poi, incontratisi nell'appartamento dove si consumò il delitto, il fratello aveva cominciato ad aggredirlo. Nulla in precedenza fece presagire quel gesto, avvenuto probabilmente per motivi economici o di difficile convivenza.‍‍[3]

Il signor Luigi venne fermato e, interrogato dal pubblico magistrato, si avvalse della facoltà di non rispondere. Per lui furono formalizzate le accuse di omicidio e tentato omicidio aggravato dai futili motivi. Nei giorni seguenti sostenne di non ricordare nulla di quanto accaduto e, davanti al giudice per le indagini preliminari, continuò a non rispondere alle domande. I suoi legali avanzarono la richiesta di esecuzione di una perizia psichiatrica.‍‍[1]‍‍[4]

Nel settembre del 2019 l'indiziato, dopo essere stato valutato capace di intendere e di volere al momento del delitto, fu rinviato a giudizio.‍‍[5] La pubblica accusa aveva richiesto una condanna a 18 anni. Il 4 febbraio 2020 la Corte d'Assise di Avellino lo condannò a 20 anni di reclusione.‍‍[3]

Note

  1. a b Omicidio Bellizzi: la verità dall'autopsia. Ottopagine.it. Archiviato dall'originale.
  2. Ha ucciso sorella ad Avellino, 71enne non parla davanti pm. Repubblica.it. Archiviato dall'originale.
  3. a b Caserta, uccise la sorella e ferì il fratello: pena di 20 anni per Bellizzi. Il Mattino.it. Archiviato dall'originale.
  4. Omicidio Bellizzi, emergono nuovi particolari: il fratello non ricorda nulla. Anteprima24.it. Archiviato dall'originale.
  5. Soffoca la sorella col cuscino: fissata l'udienza preliminare. Irpinianews.it. Archiviato dall'originale.

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