Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Tanja Dugalic a Madonna di Lonigo

Vittima:
Tanja Dugalic
Killer:
Zoran Lukijanovic
Località:
Madonna di Lonigo
Data:
7 settembre 2018
Uno scorcio del Palazzo dei Vicari, sede municipale del comune di Orgiano in provincia di Vicenza

Uno scorcio del Palazzo dei Vicari, sede municipale del comune di Orgiano in provincia di Vicenza (di Threecharlie, licenza CC BY-SA 4.0)

Voce su Tanja Dugalic

Tanja Dugalic, 33 anni, è stata uccisa dal marito Zoran Lukijanovic, 41 anni, la mattina del 7 settembre 2018 a Madonna di Lonigo in provincia di Vicenza.‍‍[1]

Uno scorcio di Lonigo in provincia di Vicenza

Uno scorcio di Lonigo in provincia di Vicenza (di trolvag, licenza CC BY-SA 3.0)

L'uomo, camionista di origine serba, era soggetto a un divieto di avvicinamento a causa di violenze nei confronti della compagna e, per questo, sottoposto agli arresti domiciliari dai quali era evaso il precedente 20 luglio per scappare in Serbia.

Era tornato da pochi giorni in Italia per chiedere alla donna di ritirare la denuncia e convincerla a ritornare con lui. Quella mattina del 7 settembre il quarantunenne, infrangendo il divieto, aveva avuto un incontro con la moglie nella zona artigianale di Lonigo. Ignoto alle cronache come lui avesse fatto a raggiungerla, probabilmente le aveva chiesto un incontro chiarificatore e lei avrebbe accettato. Non si escluse che la trentatreenne fosse stata costretta sotto minaccia.

Lukijanovic si introdusse nell'auto della donna armato di pistola, detenuta illegalmente. I due avrebbero discusso animatamente, poi a un certo punto lui scese dall'abitacolo, dirigendosi verso il finestrino di guida, puntò l'arma contro la compagna e sparò. La vittima venne colpita da tre proiettili, due al petto e uno alla testa. L'assassino la trascinò fuori dalla vettura, lasciandola riversa esanime sull'asfalto.

Il quarantunenne scappò a piedi fino a raggiungere la propria auto, posteggiata nelle vicinanze, e abbandonò il luogo. Si recò a casa della suocera per passare a vedere sua figlia di 6 anni, probabilmente per rapirla, ma l'anziana non gli aprì la porta e lui si arrese, lasciando il posto. Durante la fuga il killer aveva telefonato alla madre e alla suocera per annunciare l'omicidio della moglie.

Nel frattempo furono avvisate le forze dell'ordine che si misero sulle sue tracce. Nelle ore successive la Polizia stradale lo aveva rintracciato in una piazzola di sosta per tir dell'autostrada A4, all'altezza di Arino di Dolo (Venezia). L'uomo, ancora armato, comprendendo di non avere più scampo, esplose prima due colpi in aria, poi tentò di suicidarsi sparandosi in bocca. Non perse subito la vita: fu trasportato in gravissime condizioni all'ospedale di Padova, dove morì nel tardo pomeriggio.‍‍[2]‍‍[3]

Tanja Dugalic aveva denunciato il compagno ai Carabinieri nell'ottobre del 2017, spiegando che da anni era vittima di violenze e soprusi. La donna era giunta in Italia dalla Serbia nel 2005, stesso anno in cui aveva sposato Lukijanovic, suo connazionale, stabilendosi a Orgiano in provincia di Vicenza. Uno dei primi episodi di maltrattamenti avvenne nel 2007, quando l'uomo si presentò sul posto di lavoro della moglie per insultarla, rea di aver utilizzato la sua auto per raggiungere l'azienda.

Uno scorcio del Palazzo dei Vicari, sede municipale del comune di Orgiano in provincia di Vicenza

Uno scorcio del Palazzo dei Vicari, sede municipale del comune di Orgiano in provincia di Vicenza (di Threecharlie, licenza CC BY-SA 4.0)

Nel 2011 nacque la figlia, ma il padre mostrò risentimento perché voleva un maschio. Quando poi, nel 2013, la madre scoprì che per un grave problema di salute non poteva più restare incinta, l'astio dell'uomo aumentò ancora di più colpevolizzando la compagna per non potergli dare un figlio maschio. Col passare del tempo le molestie divennero più frequenti, lui cominciò a seguirla per controllarne gli spostamenti e le telefonava per insultarla e minacciarla.

Nell'ottobre del 2014 la donna, dopo aver accompagnato la bambina all'asilo, fu aggredita fisicamente per essersi attardata a tornare a casa: episodio di cui furono messi al corrente i Carabinieri di Sossano che giunsero sul posto per calmare il malintenzionato. Lei scelse di rivolgersi a un centro antiviolenza di Vicenza, ma negli anni successivi i maltrattamenti non si placarono.

In seguito all'esposto presentato nell'ottobre del 2017, fu emesso un divieto di avvicinamento. Ciò nonostante, la misura non era stata rispettata. Infatti l'uomo nel febbraio del 2018 aveva incontrato la vittima per riempirla di botte. Venne dunque arrestato, condotto prima in carcere, poi mandato ai domiciliari.

Tuttavia il 20 luglio era evaso in Serbia. Ci rimase per circa un mese e mezzo, poi ritornò in Italia pochi giorni prima del delitto per porre fine alla vita della coniuge. Successivamente fu scoperto un biglietto, lasciato dall'omicida nella casa del fratello della madre, in cui il quarantunenne annunciava la volontà di "essere sepolto insieme a Tanja", lasciando presupporre che l'agguato fosse stato premeditato da tempo.‍‍[4]‍‍[5]

Note

  1. Uccide la moglie, fugge e si spara. Era ai domiciliari. Il Giornale di Vicenza. Archiviato dall'originale.
  2. Biglietto nell'auto e le 17 telefonate dopo l'omicidio. Il Giornale di Vicenza. Archiviato dall'originale.
  3. Dopo l'omicidio voleva rapire la figlia di 6 anni. Il Giornale di Vicenza. Archiviato dall'originale.
  4. Le denunce della vittima: "Zoran è cambiato, ora mi controlla. Voglio che finisca". CorrieredelVeneto. Archiviato dall'originale.
  5. "Zoran è tornato per ammazzarla e poi suicidarsi". Il Giornale di Vicenza. Archiviato dall'originale.

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