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Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Il femminicidio di Vera Mudra a Rimini

Vittima:
Vera Mudra
Killer:
Giovanni Laguardia
Località:
Rimini
Data:
26 ottobre 2020
Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini
Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini (di Marco Della Pasqua, licenza CC BY-SA 3.0)
Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini
Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini (di Marco Della Pasqua, licenza CC BY-SA 3.0)

Vera Mudra, 61 anni, è stata ritrovata senza vita durante la notte tra il 25 e il 26 ottobre 2020 all'interno della propria abitazione nel quartiere residenziale Marina Centro di Rimini.‍[1][2]

La donna, originaria dell'Ucraina, era sposata con Giovanni Laguardia, pensionato di 69 anni originario della provincia di Matera. Ad allertare le forze dell'ordine è stato proprio l'anziano che, intorno alle ore 4.00, mentre vagava nei pressi del porto della città, ha telefonato alla Polizia riferendo di volersi costituire dopo aver ucciso sua moglie.

Successivamente, raggiunto da una Volante, l'uomo ha ribadito la propria confessione agli agenti in servizio. Il sessantanovenne aveva commesso il delitto nelle ore precedenti, poi, in preda allo shock, si è allontanato da casa vagando per un numero imprecisato di minuti. Dopodiché la resa e la chiamata alla Polizia.

Inutile la corsa degli agenti, accompagnati da Laguardia, nell'appartamento della coppia situato all'ultimo piano di un condominio di Marina Centro, dove si sperava che la vittima fosse ancora in vita. È stata invece rinvenuta morta, riversa in camera da letto.

Il pensionato, condotto in commissariato e interrogato alla presenza del pubblico magistrato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti è stato emesso un decreto di fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall'essere stato commesso in danno di una persona convivente. Nelle ore successive è stato trasferito in carcere.

La vittima è stata colpita dal marito a martellate nel corso della notte. Da verificare se l'aggressione sia avvenuta mentre la donna dormiva o durante una lite. L'arma del delitto è stata ritrovata nell'abitazione, non molto distante dal cadavere della sessantunenne. La prima ispezione medico legale ha ricondotto il decesso a un trauma cranico causato dai violenti colpi inferti tramite un corpo contundente.

Secondo le prime ricostruzioni, i motivi del delitto sarebbero legati a motivi economici. I litigi fra i due coniugi sarebbero stati sempre più frequenti nell'ultimo periodo. Il pensionato infatti, prima di chiudersi nel silenzio, aveva riferito ai poliziotti che la moglie lo pressava, chiedendogli di ritornare a lavorare per soddisfare le proprie richieste di denaro, avanzate soprattutto per aiutare i tre figli della donna che si trovano in Ucraina.‍[3][4] Una versione che però sarebbe stata contraddetta dalla famiglia della vittima e sulla quale gli investigatori hanno avuto diverse perplessità. Per l'uomo, quello con la signora Mudra era il suo secondo matrimonio.

Il 27 ottobre, nell'udienza di convalida del fermo di fronte al giudice per le indagini preliminari, Laguardia si è presentato in stato confusionale e si è nuovamente avvalso della facoltà di non rispondere.‍[5] Il giudice, pur non riconoscendo il pericolo di fuga, ha invece ravvisato il pericolo della reiterazione del reato, disponendo nei confronti del sessantanovenne la custodia cautelare in carcere.‍[6]

Note

  1. Omicidio Rimini, pensionato uccide la moglie a martellate. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 26 ottobre 2020.
  2. "Correte ho ucciso mia moglie", l'assassino confessa il delitto alla polizia di Stato. RiminiToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 26 ottobre 2020.
  3. Uccide la moglie a martellate a Rimini, "Voleva sempre soldi, non ce la facevo più". ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 27 ottobre 2020.
  4. Motivi economici dietro l'omicidio di Vera Mudra. RiminiToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 26 ottobre 2020.
  5. Omicidio di via Pola: l'indagato fa scena muta davanti al gip. RiminiToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 27 ottobre 2020.
  6. Delitto di via Pola, l'assassino resta in carcere. newsrimini.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 28 ottobre 2020.
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