Voce su Nadia Zanatta
I corpi senza vita di Nadia Zanatta, 57 anni, e il marito Antonino Santangelo, 64 anni, furono rinvenuti nel corso del pomeriggio di domenica 3 luglio 2022 in un'abitazione di via Francesco Niella a Savona.[1]
Uno scorcio di Savona scattato dalla Fortezza del Priamar (di SchiDD, licenza CC BY-SA 4.0)
Ad allertare i soccorsi furono alcuni vicini di casa che avevano notato l'uomo esanime nel cortile antistante l'edificio. Sul posto giunsero i sanitari del 118 e gli agenti della locale Polizia. Per il sessantaquattrenne non ci fu nulla da fare, era già deceduto. Una volta entrati all'interno dell'appartamento coniugale, i soccorritori scoprirono anche il cadavere della moglie che riportava diverse lesioni d'arma da taglio sul corpo.
Il caso fu subito indirizzato sulla pista dell'omicidio-suicidio. La cinquantasettenne era stata accoltellata con due fendenti. L'aggressione mortale sarebbe avvenuta nel corso della notte precedente. Poi il marito avrebbe trascorso le ore seguenti con il cadavere della moglie in casa, prima di lanciarsi nel vuoto dalla finestra dall'appartamento situato al quinto piano del condominio in cui risiedevano.[2]
La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, Duomo di Savona, dove sono stati celebrati i funerali di Nadia Zanatta e Antonino Santangelo (di Wknight94, licenza CC BY-SA 3.0)
Secondo le ricostruzioni, il gesto sarebbe stato compiuto perché la donna aveva intenzione di separarsi dal marito, mettendo fine a loro matrimonio durato anni. La coppia aveva due figli adulti, di 30 e 25 anni.
L'uomo era un ex agente di commercio in pensione, mentre la signora Zanatta lavorava all'ufficio anagrafe del Comune di Savona. Non risultavano alle forze dell'ordine segnalazioni o denunce di pregressi episodi di maltrattamenti o violenze domestiche.
Gli agenti della Polizia rinvennero all'interno dell'abitazione un biglietto di addio scritto dall'uomo e rivolto ai figli: "Raggiungo la mamma".[3][4] Secondo l'esame autoptico disposto dalla Procura, per la vittima si rivelò fatale un unico fendente sferrato alla schiena che aveva perforato il polmone, causando la morte per dissanguamento.[5][6]