Novellara. Omicidio Saman Abbas. Non si scava più per cercare il corpo, ma le indagini continuano. I genitori e lo zio ancora latitanti.

Immagine della notizia (Miniatura di Andreab82 su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Non si scava più, ma le indagini continuano, in ambito europeo e internazionale. Sono state sospese lo scorso 12 luglio le ricerche a Novellara (Reggio Emilia) del corpo di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa nel nulla la notte tra il 30 aprile e il 1º maggio scorso.

L'ipotesi ormai certa per gli inquirenti è che la ragazza sia stata uccisa dopo aver rifiutato un matrimonio combinato e che il corpo sia stato sotterrato nelle campagne vicino all'azienda agricola dove lavorano i parenti.

Si è scavato in vari punti del terreno, cercato in serre, pozzi e porcilaie, anche con l'aiuto dei cani più addestrati messi a disposizione dalla polizia tedesca del land della Baviera, ma il cadavere non è stato rinvenuto. Tuttavia proseguono le indagini dei militari dell'Arma: si attendono risposte delle autorità del Pakistan dopo la richiesta di estradizione inoltrata per poter consegnare alla giustizia italiana i familiari latitanti.

Il ministero della Giustizia ha disposto l'inserimento dei nomi del padre e della madre di Saman nella banca dati Interpol, cosa che equivale a una richiesta di arresto, ovunque siano. Una volta che i due saranno localizzati o arrestati dalla polizia locale, il ministero inoltrerà la domanda di estradizione.

L'inchiesta per omicidio vede indagati i genitori della 18enne, lo zio e due cugini di cui uno arrestato e in carcere a Reggio Emilia. Testimone coraggioso contro la famiglia, il fratello 16enne di Saman, che ha confermato la sua testimonianza anche nel corso dell'incidente probatorio del 18 giugno scorso.

Il minore ha ribadito davanti al gip quanto aveva già riferito agli inquirenti in precedenza: ovvero che a uccidere la sorella sarebbe stato lo zio Danish Hasnain, tuttora latitante e si pensa in fuga in Europa.

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