Il femminicidio di Roberta Lanzino a Falconara Albanese

Vittima:
Roberta Lanzino
Località:
Falconara Albanese
Data:
27 luglio 1988

Aveva 19 anni ed era originaria di Rende in provincia di Cosenza. Durante il pomeriggio del 26 luglio 1988 stava raggiungendo sul proprio motorino la casa al mare in contrada Miccisi, località posta tra San Lucido e Torremezzo di Falconara Albanese sulla costa tirrenica calabrese. All'improvviso lungo la strada un'auto la affiancò e la costrinse a fermarsi. La ragazza non arriverà mai a destinazione. Dopo ore di ricerche, in serata la famiglia ne denunciò la scomparsa.

Nella notte tra il 26 e il 27 luglio sulle montagne di Falconara Albanese venne ritrovato il suo corpo senza vita, svestito e ricoperto da sterpaglie in un campo non molto distante dal luogo dove lo scooter fu gettato giù per una scarpata. La vittima fu aggredita, violentata, accoltellata e soffocata con le spalline della sua camicia infilate in bocca. Le indagini, condotte approssimativamente e probabilmente depistate dalla criminalità organizzata locale (alcuni dei reperti sulla scena del crimine furono dispersi), portarono nei mesi successivi a individuare due principali sospettati: i fratelli Luigi e Rosario Frangella. Costoro tuttavia verranno assolti sulla base dell'esame delle tracce di DNA prelevato sul cadavere, non compatibile con il loro profilo genetico.

Nel 2007 il caso è stato riaperto in seguito alle rivelazioni di Franco Pino, un pentito ex boss di 'ndrangheta che aveva indicato come responsabili del delitto Luigi Carbone (pastore sparito nel 1989 e mai più ritrovato), e Franco Sansone, agricoltore. Anche in questa circostanza l'esame del DNA ha fornito un esito negativo e negli anni successivi Sansone è stato assolto. L'efferato omicidio è rimasto senza colpevoli riconosciuti.

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