Spoleto. Uccise la moglie Laura Papadia, poi tentò il suicidio. Chiesto il rinvio a giudizio per Nicola Romita.
La Procura di Spoleto chiede di processare Nicola Gianluca Romita per aver ucciso, strangolandola, la moglie Laura Papadia. Il femminicidio della 36enne di origini palermitane si era consumato il 26 marzo 2025 nell'appartamento in cui vivevano in centro a Spoleto.
La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal procuratore Claudio Cicchella, che ha seguito il caso insieme al sostituto Alessandro Tana, fa seguito alla chiusura delle indagini avvenuta a metà novembre. All'uomo viene contestato l'omicidio volontario aggravato dal legame coniugale, ma non la premeditazione. Il delitto sarebbe infatti avvenuto al culmine di una lite, durante la quale Romita avrebbe gettato a terra Laura Papadia per poi strangolarla a mani nude e con un indumento della donna.
Il 48enne ha poi chiamato la sua ex moglie in Sardegna, la quale ha subito contattato il 112. I Carabinieri si sono dapprima recati nell'abitazione di Senigallia – dove la coppia viveva precedentemente – e poi a Spoleto. Nel frattempo l'uomo minacciava il suicidio dal Ponte delle Torri. Dissuaso, è stato quindi sottoposto a fermo per l'omicidio, che ha ammesso di aver compiuto.
Già fissata per il prossimo 10 febbraio davanti al gup di Spoleto l'udienza preliminare, alla quale prenderanno parte, come parti offese, anche i familiari della 36enne e l'associazione "Per Marta e per tutte" che tutela le donne vittime di violenza. (di Ivano Porfiri e Dario Tomassini – Rai TGR Umbria)