Bologna. Duplice omicidio di moglie e suocera. Confermato in Appello l'ergastolo per Giampaolo Amato.
È stato confermato l'ergastolo a Giampaolo Amato, dopo quattro ore di Camera di Consiglio. È l'esito del processo alla Corte d'Appello di Bologna per l'imputato, ex medico della Virtus, condannato in primo grado alla massima pena per avere ucciso la moglie Isabella Linsalata e la suocera Giulia Tateo.
In mattinata l'oculista aveva reso dichiarazioni spontanee davanti alla Corte, presieduta da Domenico Stigliano. "Prima del vostro ingresso in Camera di Consiglio volevo farvi sentire dalle mie parole la verità. Io non ho commesso quello per cui sono imputato, non ho ucciso mia moglie e mia suocera. Sono un medico e ho dedicato tutta la mia vita alla cura dei miei pazienti. Ho il sacro rispetto della vita umana. E la sola idea che si pensi che io possa aver fatto del male a Isabella e alla mamma, per me è insopportabile".
"Ancora oggi – ha proseguito Amato – non riesco a capire che vantaggio avrei avuto. Sono precipitato in questo vortice giudiziario in cui mi si è chiesto di ricordare fatti e avvenimenti avvenuti a grande distanza di tempo. Mi hanno dipinto come uno spregiudicato calcolatore. Non lo sono. Il duplice delitto non c'è mai stato. Le loro morti sono state spiegare davanti a voi. Quello che voglio farvi comprendere è che io non ne porto la responsabilità. Sono innocente e non smetterò mai di giurarlo, per me e per i miei figli, per la verità senza la quale non c'è giustizia".
I giudici di secondo grado, tuttavia, hanno rigettato il ricorso della difesa e confermato l'ergastolo per l'imputato. (di Chiara Gabrielli – Il Resto del Carlino)